Tendinite

Cos’è la tendinite? Il termine tendinite si riferisce all’infiammazione acuta di un tendine. I sintomi sono comparsi da meno di una settimana e sono evidenti alcuni segni caratteristici: dolore, impotenza funzionale, calore, gonfiore e rossore; dal punto di vista cellulare, sono presenti cellule e proteine infiammatorie. Se il dolore e la limitazione del movimento durano già da molto tempo e/o si presentano periodicamente, significa che i tessuti sono modificati:  sono infatti presenti cellule infiammatorie non acute e aree di degenerazione del collagene; spesso, inoltre, si hanno infiltrazioni vascolari e piccole ricrescite nervose. In questo caso si parla di tendinosi, e si riferisce a un processo cronico e degenerativo.

Le zone più colpite sono, per l’arto inferiore, il ginocchio e la caviglia (tendinopatia rotulea e achillea); per l’arto superiore, la spalla e il gomito (epicondilite ed epitrocleite)

Quali sono le cause? Per la tendinite, le cause possono essere di tipo traumatico, per lesione, compressione o per uso eccessivo, anomalo o nuovo di quel muscolo e tendine relativo: portare un carico pesante a cui non siamo abituati, muovere un segmento corporeo in maniera ripetuta e sbagliata, compiere un gesto nuovo per un sostenuto periodo di tempo (tipo andare a correre per molto tempo per la prima volta). Si parla quindi di “abuso”, “cattivo uso” e “nuovo-uso”.

Quali sono i segni e i sintomi? Come detto in precedenza, i segni e sintomi sono quelli tipici dell’infiammazione: dolore, limitazione del movimento, calore e, a volte, rossore e gonfiore.

Come viene trattata? In fase acuta si mira a ridurre e a velocizzare il processo infiammatorio, tramite l’utilizzo di farmaci antinfiammatori (sotto prescrizione e consiglio medico), ghiaccio 2 o 3 volte al giorno per un massimo di 20 minuti ad ogni applicazione (per ridurre la sintomatologia dolorosa e il calore) e con terapia fisica, come la Tecar. Nonostante il movimento sia limitato dal dolore, è consigliabile mobilizzare il segmento, affinchè non si creino contratture o rigidità riflesse da malposizionamento. Nelle fasi successive si può cominciare ad effettuare esercizi eccentrici e con una progressiva resistenza, oltre che di stretching, al fine di restituire ai tessuti la corretta elasticità e funzionalità.

2018-03-05T13:14:04+00:00

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